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“A distanza ravvicinata” alla Galleria Nazionale

Aprire la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea il primo giorno possibile è stato l’appuntamento a cui non potevamo mancare, per quello che vuol dire essere contemporanei, donne e uomini del nostro tempo.
Ci presentiamo all’appuntamento con il museo in assetto, Time Is Out of Joint sempre più puntuale, con le mostre di Gregorio BottaMaria Elisabetta Novello e Attilio Cassinelli che vi aspettano, e con la nuova mostra del Salone Centrale A distanza ravvicinata, emblematica delle infinite possibilità di racconto e di dialogo delle opere di una collezione sorprendente e di eccezionale qualità che costruisce nuovi mondi e nuove combinazioni, rintracciando ogni volta connessioni e rimandi, derive e approdi che sempre sfuggono alla catalogazione e tassonomia che si avvale di un unico sguardo lineare.

Ai piedi della scalinata l’installazione OPEN! toglie ogni dubbio, dice e accoglie.
Lo spazio pubblico è finalmente aperto e libero e sta a noi farne parte, sostarvi o attraversarlo, seguendo il percorso guidato che ci porterà dentro, finalmente, ancora in uno spazio aperto.
La Sala delle Colonne periodicamente si trasforma per restare sempre la nostra zona franca, uno spazio di preparazione o di decompressione, un’estensione dello spazio pubblico che attraversa le membrane architettoniche e ristabilisce i legami tra dentro e fuori, tra architettura e paesaggio, tra museo e città, tra le opere in sala e il pubblico.

Tutto quanto è sovrastruttura segnaletica sanitaria e concepita come un cantiere, i lavori sono in corso e noi speriamo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi di rimuoverle con un semplice gesto.

Gli apparati didascalici e informativi delle nuove iniziative seguono le stesse dinamiche.

 

Cristiana Collu
Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Articolo tratto da La Galleria Nazionale